lunedì 2 luglio 2018

Fusilli avocado e tonno


Giugno: le città iniziano a svuotarsi ormai.
Che desolazione!
Per chi resta, il sentimento è bipolare.
Da una parte è un piacere prendere la macchina o fare la fila alla posta: non c'è nessuno e hai la sensazione che la città sia tutta tua, senza traffico e rumori, urla o clacson. Potresti anche guidare in strada a zig-zag o fermarti in mezzo alla corsia per metterti il rossetto allo specchietto retrovisore, oppure puoi passeggiare struccata con quel vestito brutto e logoro ma tanto comodo, che tanto nessuno ti guarda.
Dall'altra parte invece un po' soffri: vedere l'impiegato della posta che ti serve lentamente, che tanto ha tutto il tempo e anche poca voglia. E ti logori perché comunque dai social ti arrivano solo immagini di mari cristallini e pelli abbronzate e tu sei là, davanti al tuo monitor con lo screen-save delle Maldive, il ventilatore a destra e il calendario a sinistra. Lo guardi e con la matita fai il calcolo di quanto ti resta alle ferie. Il calcolo lo fai in ore ché in giorni è troppo doloroso, troppo diretto. Per il momento, l'unica mini vacanza che ti puoi permettere è il pranzo, quello fresco e rigenerante portato da casa. Insalatone colorate di verdure, di riso o un classico italiano: la pasta fredda come quella con zucchine e tonno. Tre ingredienti che si sposano benissimo sia caldi che freddi. Nel web si trovano tantissime idee come questa originale della pasta con zucchine e tonno, una carbonara con il pesce.
La verdura con il pesce è un piacere, sembra quasi di essere in vacanza.
Se durante l'ora di pausa d'ufficio, ti metti sul terrazzino o sul tetto, con i piedi in una bacinella colma di acqua salata, ti mangi la tua pasta fredda e profumata di tonno e ti metti l'App del rumore delle onde, praticamente sei in vacanza per un'oretta a costo zero!
Ma chi te lo fa fare di fare ore e ore di aereo? Poi magari in albergo non ti fanno il cigno con l'asciugamano, in spiaggia la sabbia è così bianca che ti abbaglia, per non parlare dei cocktail in riva al mare così poco igienici e le tartarughe giganti accanto: pericolosissime.
Ma no, assolutamente! Vuoi mettere la pace di una città fantasma e l'eco dei tasti della tastiera, il rumore dei tomi di documenti urgenti sbattuti sulla scrivania, mentre alla radio danno le canzoni anni 70?
Non c'è paragone.
Eppure in fondo al cuore, alla coscienza, in fondo all'animo e alla mente, qualcosa ti dice che non sei nel posto giusto. Ignori questa voce finché puoi ma nel bel mezzo del pensiero, senza una punta di sensibilità, anche la concierge del piano amministrazione, bussa alla porta e viene a salutarti perché "sa, da domani sono in ferie".
La immagini che corre in spiaggia mentre lancia i mazzi di chiavi di tutti gli uffici, si toglie il camice azzurrino e si tuffa in acqua mentre urla "sono in ferie, sono in ferie!" Ti fai una mini ricerca per distrarti: cerchi ricette della tradizione come questo ma ti ricordano troppo la Sicilia, il caldo, il mare. Allora ti imbatti sulla pasticceria ma cadi su una mousse che ti fa solo montare la voglia ombrellone!
Ti sfoghi con lunghi monologhi con il ventilatore, se capita, gli chiedi pure se vuole un caffè.
Però anche tu un giorno andrai in vacanza, toccherà pure a te e sarà bellissimo! Come minimo ti viene la bronchite da ventilatore 2 giorni prima della partenza. Oppure i figli si beccano qualche virus preso all'asilo che si era annidato in inverno per poi uscire strategicamente qualche ora prima della partenza.
Sì perché il "mai-una-gioia" per i sopravvissuti estivi delle città è quasi un mantra.
Il calcolo dei giorni alle ferie e la ricerca di piatti e paste fredde da prepararsi la sera prima, ormai è diventata una tradizione e quasi quasi ti sei abituato.
E poi senza di te, il ventilatore soffrirebbe di malinconia.


Vi voglio aiutare nella ricerca di una pasta fredda con ingredienti che tra loro fanno amicizia subito: fusilli con tonno e avocado. Ecco qui come si fa:

Per 4 persone

300 g fusilli
420 g pomodorini gialli
2 avocado
un mazzetto di basilico
350 g filetti di tonno Rio Mare
sale
pepe

olio

Lavate e tagliate in due i pomodorini. Cuocete la pasta in acqua bollente salata, scolatela, passatela sotto il getto di acqua fredda e versatela in una ciotola capiente. Unite i pomodorini, il tonno sgocciolato e spezzettato, gli avocado a pezzi e mescolate. Completate con olio, pepe, correggete di sale e aggiungete tanto basilico. Lasciate un'oretta in frigo e servite.



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giovedì 25 gennaio 2018

Zuppetta piccantina di ceci e curry e...lettera all'azienda leader


Gentile Azienda leader nel Settore,

Mi chiamo Monique e sono la Soscial Midia Marchetin del blog Miel&Ricotta.
Sono writer, copy editor, food-writer, foodphotographer e Mi occupo del data base di web, app e caz.
Ho potuto visitare il vostro sito e lo trovo interessante, pieno di bei prodotti originali e convenienti.
Sono lieta di invitarvi ad un evento organizzato da Me Medesima, pensa che culo che avete, dove potrete degustare a vostre spese alcuni dei Miei meravigliosi fingerfoods, che vi verranno inviati all'autogrill di Roncobilaccio il giorno 2 di un mese a vostra scelta.
Ad attendervi a Roncobilaccio ci sarà un Mio collaboratore, Marcone detto Hulk, che con il megafono urlerà il nome della vostra prestigiosa azienda. Questo progetto innovativo tende a favorire la visibilità del vostro marchio e ne trarrete un enorme vantaggio.
In cambio vi chiedo solo di inviarMi un ventaglio completo in gamma colori e materiali dei vostri prodotti per la cucina. Non dovete far altro che scegliere tra i numerosissimi pezzi, quello che costa di più e inviarlo!
Non fatevi sfuggire questa fantastica iniziativa con ricchi premi e cotton fioc!!
Inoltre, e dico inoltre, a collaborazione ultimata, riceverete una coccarda digitale (pensa che roba di gran pregio) da inserire sul vostro sito.
Ogni fine del mese, i Miei followers sceglieranno, ad cazzum, l'azienda che più avrà lavorato gratis, con spese a suo carico e la vincitrice potrà ricevere (ho detto potrà, quindi non è sicuro) un'entrata al cinema pagando 32 euri invece di 35, per vedere "Ca nisciun è fess" prodotto dalla Miel&Ricotta Corporescion.
Vi pregherei di farMi sapere se farete parte del Mio team.
Io sono pronta a metterMi in gioco!  E voi? 
Non esitate a contattarMi per informazioni, chiarimenti e domande. 
Rimango in attesa di un vostro gentile riscontro per altri 10 minuti, poi basta perché mi scade lo yogurt e ci devo fare una torta.  



Mi scuso con tutte le persone che leggendo questa lettera aperta, non avranno colto la finesse, perché fortuna loro, non fanno parte del mondo blogger. Si è sparsa voce che le foodbloggers non sappiano leggere né scrivere e dunque sono incapaci di intendere e di volere. Arrivano sempre più spesso proposte di aziende dove " a titolo gratuito" gli propongono di collaborare con loro come se gli stessero offrendo una notte con Raul Bova. 
La realtà è che a loro va il vantaggio di ricette gratuite, alle bloggers resta il tempo e il denaro speso. 
E la coccarda digitale. 
E Bova manco dipinto.

Sono un po' piccantella oggi eh!



Per una abbondante scodella di zuppa gli ingredienti sono:

250 g  ceci in scatola sgocciolati
200 g pelati 
1 cucchiaino curry
1 cucchiaio Tandoori marinade paste
1/2 scalogno
prezzemolo    
olio extravergine d'oliva  
sale
1 peperoncino


Soffriggere lo scalogno tritato con l'olio e il curry  in una padella larga. Aggiungere i pelati e lasciar insaporire per 5 minuti. aggiungere un cucchiaio di Tandoori Paste e mescolare. Scolare i ceci dal loro liquido di conservazione, sciacquarli, scolarli e unirli ai pomodori. Cuocere per qualche minuto, completare con rondelle di peperoncino e prezzemolo fresco.



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venerdì 20 novembre 2015

Vellutata alle patate dolci e arancia e...la corsetta



Per una serie di motivi che non sto ad elencare, ho dovuto mettermi a correre per le strade di Sion. Ma non una corsetta di qualche metro, ma una corsa di due chilometri fatti con tanto di cappotto, sciarpa borsa e stivali con immancabile tacco.
Qualcosa che non auguro a nessuna mia quarantenne nemica, qualcosa che mi ha lasciata con una serie di problematiche fisiche per due giorni quali: asma, lingua felpata, dolori articolari, rincoglionimento, spossatezza mentale (no, non l'avevo anche prima).
Non sono affatto una persona sedentaria, mi muovo molto, pedalo per 1 ora e faccio esercizi che pur essendo blandi sempre del movimento sono.
Al momento della corsetta è stato come se fossi rimasta sul divano da 15 anni a questa parte, era come se avessi improvvisamente risvegliato ogni singolo muscolo e fibra del mio corpo che dormivano beati da decenni.
Il cervello continuava ad urlare "Daje, su le ginocchia, pappamolle! Avanti, mi sembrate delle donzelle!!" 
-"Signore sì, Signore!"
Per i primi minuti gambe, muscoli, braccia e piedi hanno seguito gli ordini del cervello fino a che in primis le gambe, hanno iniziato a cedere.
-"Avanti che vi prende, palle di lardo, volete forse dirmi che siete doloranti? Balle!" Gridava colonnello Cervello. 
Poi rivolto al suo inferiore:
-"Soldato, le gambe iniziano a cedere, dove è stata messa l'energia di questa macchina?"
-"Signore, stamattina non ha fatto colazione: era in ritardo Signore!"
-"Ok, rilasciate adrenalina! Subito!!"
-"Ehm, Signore, la macchina ha più di 40 anni, adrenalina non ce n'è più Signore."
-"Cosa diavolo mi sta dicendo?? Ok, attacchiamo i grassi, è un ordine!"
-"Signore, la macchina ha grasso localizzato sulla pancia, lo abbiamo già attaccato ma è un osso duro, non ne vuole sapere Signore!"
Improvvisamente entra la collega Buonsenso nella cabina di pilotaggio e con voce spaventata esclama:
-"Signore, le gambe stanno tremando e i polmoni si rifiutano di prendere ossigeno. Dobbiamo far fermare la macchina o moriremo tutti!"
-"Coglionate! - dice il colonnello - la macchina non si fermerà!"
E fu cosi che l'altro chilometro restante, il corpo che correva, assomigliava paro paro a quello di Dustin Hoffman nel maratoneta in una corsa basculante, sculettante, dove ogni passo poteva essere letale, dove i soldati avevano smesso di collaborare ma il colonnello continuava a spronare. 
Una donna, una postura fine ed elegante spazzata via da una guerra civile interna che la riduceva a una persona spettinata con le lacrime agli occhi, agonizzante, con il naso rosso, con un busto disarticolato mosso da più forze contrastanti.
La cosa strana è che nonostante lo sforzo fisico, sono riuscita pure a pensare e a ricordare di quando correvo per non perdere l'autobus che mi portava a scuola. Salivo con un po' di fiatone mentre sorridevo vittoriosa. 
Ora il mio pensiero era solo uno: non morire per strada. O almeno, riuscire a scrivere l'ultimo post di addio.




Vellutata alle patate dolci e arancia

Dosi per 4 persone

2 arance
1 scalogno
500 g patate dolci
1 dado vegetale
pepe, olio
100 ml panna da cucina
prezzemolo

Preparazione

Spremere le arance. Tagliare a fette lo scalogno e farlo appassire in una casseruola capiente con un po' d'olio. Pelare e tagliare le patate a pezzi e unirle allo scalogna con il succo d'arancia e acqua quanto basta per coprire del tutto le patate. Aggiungere il dado e lasciar cuocere fino a che la patate cede ai rebbi della forchetta. Frullare con il frullatore ad immersione, unire la panna e mescolare bene. Pepare a piacere.
Fosse troppo densa, unire dell'acqua bollente e rimettere sul fuoco.
Completare con il prezzemolo.









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giovedì 18 giugno 2015

Pesto rosso al mortaio


No dico, io non posso continuare a comprare props in tutta Europa, devo darmi una calmata. 
All'inizio bastava una mensola per l'oggettistica dei set, ora è diventata una stanza: sezione vetri, ceramiche bianche, colorate, etniche, sezione posate e sezione panni. 
Stiamo scherzando? Che qualcuno mi tiri due sberle che qui mi sto ammalando di props-holic.
I props sono abbastanza importanti per una food blogger, aiutano a creare l'atmosfera, a rendere accattivante la foto, poi ci si ammala e si diventa come me che raccatto roba che manco un robivecchi.
L'inghippo per l'amatore è che piatti e posate quasi mai ti vengono offerte o regalate dalle aziende come potrebbe succedere a chi scatta per le riviste di cucina. Questo porta a utilizzare più o meno sempre la stessa oggettistica per ogni set. 
Improvvisamente le foto potrebbero risultare tutte uguali,  perché se presento 10 tipi di pasta diversi sullo stesso piatto, con accanto la stessa posata, si potrebbe avere la sensazione che anche la ricetta sia sempre la solita.
Per quanto mi riguarda, ho fatto il pieno: da oggi mi disintossico e mi spingo verso il minimal: set spartani, poca atmosfera e molta enfasi rivolta al cibo. 
Risparmio soldi, mi semplifico la vita e ho meno cose da spolverare.
Chiaramente per equilibrare la mancanza dovrò buttarmi sull'acquisto di scarpe.


Ingredienti

20 petali di pomodori secchi (100g)
8 foglie di basilico
1 spicchio d'aglio
20 g di mandorle a scaglie o a bastoncino
20 g di pinoli
30 g parmigiano 
olio

Procedimento


Scolate i pomodori e tagliateli in piccoli pezzi. Tagliate a pezzetti anche il formaggio. Passate al mortaio i pomodori con il basilico, il parmigiano, i pinoli, le mandorle e l'aglio. Versare l'olio a filo continuando a  battere con il pestello. Conservare in frigorifero in un barattolo di vetro con chiusura ermetica.


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mercoledì 10 giugno 2015

Pesto zucchine e nocciole



Pesta di qua, pesta di la. 
Io amo qualsiasi cosa sia pestabile. Pesto i pomodori secchi, i pinoli,  le erbe aromatiche, pesto il pepe a Pisa e pesto i piedi.
Quando posso faccio tutto al mortaio, altrimenti ci vado di mixer ma solo, come in questo caso, quando non ci sono aromi come le foglie di basilico che possono annerire.
Il resto è tutto un pesta-pesta, rafforza i bicipiti, allarga le prospettive, sviluppa la fantasia.
Ed è light.


1 zucchina
100 g parmigiano
75 g nocciole
sale, pepe, olio

Spuntare le zucchine e sbollentarle in acqua bollente salata per 2/3 minuti. nel mixer, mettere in ordine: le noci, il parmigiano grattugiato e le zucchine. Frullate con l'olio fino ad ottenere una salsa omogenea. regolare di sale e aggiungere una macinata di pepe. Aggiungere un paio di cucchiai dell'acqua di cottura al momento di servire il condimento con la pasta, in modo da renderlo più fluido.









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martedì 2 giugno 2015

Mezze penne con pesto di rucola e gorgonzola



Mezze penne con pesto di rucola e gorgonzola

Per 4 persone

320 g mezze penne
100 g gorgonzola
100g rucola
50 g noci
1 scalogno
olio, sale, pepe

In un mixer, frullate le noci con la rucola mondata, il gorgonzola e olio quanto basta ad ottenere una salsa omogenea. Fate rosolare uno scalogno in una padella capiente con un po' d'olio, aggiungete il pesto di rucola e mescolate bene. Salate e pepate. Nel frattempo cuocete la pasta in acqua bollente salata. Scolate le penne, unitele al pesto aggiungendo 1/2 cucchiai di acqua di cottura e mescolate bene. Servite caldo.


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domenica 21 dicembre 2014

Zuppa di zucca e castagne



 Non c'è bisogno che mi fate notare che ho oltrepassato la tabella stagionale e che zucca e castagna, per una foodblogger che si rispetti, sono da comprare in autunno ma io ho trovato una zucca che mi faceva gli occhi dolci e delle castagne che volevano essere adottate. Cosa avreste fatto voi? Io la zuppa.

Ed è un comfort food.

Sì, perché una volta si chiamava cibo, oggi si chiama food e si divide in comfort, junk e porn. 
Il comfort è quella ricetta che tira fuori sentimentalismi e nostalgie: è una preparazione che ti fa ricordare casa o l'infanzia o la nonna.
Ho scoperto però che il confort food è oggettivo da cultura a cultura. 
In Italia è comfort una zuppa calda, un tortino al cioccolato, uno zabaione, una fetta di pane con il pomodoro. 
In America il confort food è il burro d'arachidi e i macaroni and cheese,(muoro).
In Zaire il vero comfort sono le termiti alla brace.
In Cambogia la nonna prepara ai nipoti i ragni fritti.
In Africa i bruchi in salamoia ti scaldano il cuore.
Allora?
E' meglio una zuppa con ingredienti fuori stagione nhé?

Come la si fa?

400 g zucca pulita
400 g patate
1/2 scalogni
1 manciata di castagne cotte
80 g pancetta a cubetti
1 panino piccolo
spezie
prezzemolo
1 dado vegetale

In un padellino mettere a rosolare con un po' d'olio il pane tagliato a cubetti con un mix di spezie a piacere. Mescolare spesso, devono quasi friggersi e diventare croccanti.
Tagliare la zucca  a pezzi. Sbucciare le patate e tagliarle a pezzi. In una pentola capiente mettere le patate, la zucca, lo scalogno e il dado, riempire d'acqua a filo con le verdure e cuocere per circa 20 minuti o fino a che la patata cede ai rebbi della forchetta. In un padellino, rosolare la pancetta senza aggiungere nessun condimento. Frullare con un frullatore ad immersione la zuppa, aggiungere la pancetta e le castagne sbriciolate. Regolare di sale.
Servire calda accompagnata da un filo d'olio e dai crostini saporiti.



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lunedì 22 settembre 2014

Linguine al nero



Presente una cena a due, romantica, dove lui serve il vino e lei compostissima mangia come un uccelllino? Ora cancellate questa scena e immaginate me che sprezzante del galateo, gioiosa, mangia chili di nero di seppia continuando a mostrare un nerissimo sorriso. Incurante dei vicini di tavolo, della femminilità e di uno straccio di dignità, mi strafogo di pesce, molluschi e seppie zeppe di oro nero.
Il fatto che, anche con un certo godimento, mi aiuto con le dita, questo eviterò di dirvelo.
Questo piatto, un classico della cucina siciliana, assaggiato più volte in Sicilia, rimane uno dei primi piatti che preferisco.
Il modo per farlo è uno solo: seppie con vesciche di nero, pomodoro concentrato, vino bianco e cipolla sono d'obbligo. Poi per esigenze di set ho unito i pomodorini che ho comunque visto in qualche ristorante.
Semplice, semplicissimo piatto. 
Di-vino, di-nero.


Per 4 persone

320 g linguine
4 seppie con sacca
1 cipolla dorata
1/2 bicchiere di vino bianco
1 cucchiaio concentrato pomodoro
prezzemolo
peperoncino fresco
olio
sale
pomodorini (facoltativi)

Pulite le seppie levando la lisca ma facendo attenzione a non rompere le sacche. Tagliatele a pezzi. Fate soffriggere la cipolla tritata in una padella capiente con dell'olio, aggiungere le seppie tagliate, il concentrato, fate insaporire e  sfumate con il vino. Cuocere per circa 10/15 minuti. Nel frattempo cuocete le linguine in acqua bollente salata. Unite le sacche al sugo di seppie, il peperoncino e abbondante prezzemolo. Scolate la pasta e condirla mescolando bene in modo che tutto sia nero pece! Servire calda. Io ho lavato e tagliato in due i pomodorini, li ho spadellati con un po' d'olio e li ho aggiunti ai piatti.




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lunedì 2 giugno 2014

Farfalle con pesto di rucola e mozzarella di bufala


AdoVo i pesti. 
Credo di averne fatti di tutti i tipi. E anche quello di rucola è tra i miei preferiti. Ho aggiunto la mozzarella di bufala per illudermi di essere in Campania. 
AdoVo la mozzarella campana. Ho assaggiato la stracciatella e ho avuto la sindrome di Stendal. 
Fresca, buona.
Divina. 



Per 4 persone
320 g farfalle
100 g rucola
50 g basilico
90 g pecorino
1 aglio
25 g pinoli
25 g mandorle senza buccia
olio
mozzarella di bufala

Lavare e mondare la rucola. Asciugarla bene con un panno pulito. Mixarle al frullatore ad immersione con i pinoli, le mandorle, il formaggio, il basilico, l'aglio e versare l'olio per ottenere una crema fluida. Regolare di sale. Cuocere le farfalle in acqua bollente salata, scolare e condire con il pesto, aggiungendo una cucchiaiata di mozzarella di bufala, fatta a pezzi.




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lunedì 7 aprile 2014

Bucatini all'amatriciana


 Credo che uno dei ruoli del foodblogger, se ruoli ne ha, sia quello di rispolverare vecchie ricette, di inventarne di nuove ma soprattutto, nella maniera più assoluta, di mantenere la tradizione dei piatti classici.
Vedo genovesi inveire contro una ricetta di pesto fatto a frullatore elettrico e non con il mortaio. Oppure ho visto romani infastiditi da ricette delle penne all'arrabbiata dove veniva aggiunta una bella mantecatura di pecorino o qualche foglia di basilico. 
Sono solidale con loro. 
Con i genovesi che tentano di salvare il loro pesto al mortaio, con i siciliani che non ammettono altra ricotta se non quella di pecora per i loro cannoli.
Ammettiamo le varianti, ammettiamo che alla carbonara aggiungi la panna, che fai il tiramisù con le fette biscottate e che mi metti il philadelphia per riempire i cannoli siciliani, però, non chiamarla carbonara, non chiamatelo tiramisù, non chiamateli cannoli siciliani. Le varianti esistono, esistono i gusti diversi, esistono le abitudini, ma appoggio al 100% chi si infervora per una ricetta classicissima, che viene storpiata, manco fosse fatta da un londinese.
Non sto parlando di frittelle che vengono fatte in ogni regione d'italia in modo diverso, non sto parlando di ciambelle, strudel o di ragù, dove ogni regione possiede la propria. 
Sto parlando di piatti che sono tipici di un solo paese. 
La amatriciana non viene fatta a Pisa ma a Amatrice, quindi se un Pisano, ci mette la pancetta al posto del guanciale, il matriciano gli fa raddrizzà la torre in meno di due secondi netti.
E ha pure ragione.
Ogni ricetta classica che ho sul mio blog è frutto di informazione e di contatti con le città di origine della preparazione o con le persone del luogo. E vero, ho sempre fatto l' amatriciana con una base di cipolla, ma a casa mia, tra 4 mura. Dal momento in cui decido di condividerla su web, ho 2 possibilità:
o la presento come "Amatriciana a modo mio" e se voglio ci metto dentro anche i Plasmon, oppure mi informo il più possibile per avere sul blog una ricetta classica e vera.
La Amatriciana (o matriciana) è la nipotina arricchita della pasta alla Gricia che veniva fatta dai pastori di Grisciano con lardo e pecorino della zona. Per questo viene anche chiamata amatriciana bianca.
La Amatriciana invece è originaria di Amatrice , un ridente paesino al confine tra Lazio e Abruzzo. Il sugo viene cotto in una padella di ferro, e non vuole né cipolle, né vino bianco, né battutino.
Non vuole la pancetta ma il guanciale, ovvero il muso del maiale che è meno saporito della pancetta e più delicato. Non vuole il parmigiano ma il pecorino di Amatrice.
Le dosi dovrebbero essere 100 g di guanciale ogni 400 g di pasta e se proprio vogliamo essere pignoli, non si usa l'olio ma lo strutto.
Non sono né laziale né abruzzese ma sono una foodblogger che rispetta le tradizioni: penso sia l'unico modo per non far finire nell'oblio una parte della cultura italiana, mescolandola e globalizzandola. 
Un giorno, quando sarò senza denti e con il bastone...(facciamo con i denti e senza bastone, che è più carino) e mi passerà davanti la amatriciana molecolare, allora sarà il momento della dipartita.
Per ora lotto per mantenere le antiche tradizioni e degrigno i denti. 
Che ancora li ho tutti.



Per 4 persone

320 g bucatini
80 g guanciale
3/4 pomodori maturi
70 g pecorino
olio sale peperoncino
strutto


Con un coltello affilato tagliare il guanciale a fette e poi a strisce. Far sciogliere lo strutto in una padella (la tradizione la vorrebbe in ferro), e versare il peperoncino tagliato e il guanciale. Appena si è rosolato e il grasso è diventato trasparente, prelevarlo e metterlo da parte. Versare nella stessa padella i pomodori maturi tagliati a pezzetti (o i pelati) e farlo sobbollire per qualche minuto salandolo. Aggiungere il guanciale e mescolare. Nel frattempo scolare la pasta al dente, condirla e servirla con un'abbondante grattugiata di pecorino.





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mercoledì 26 marzo 2014

Spaghetti alla bottarga di muggine



Siete a corto di idee? 
Avete mai cliccato su Le ricette di Spadellandia ?
Di sicuro trovate quella che fa per voi!
Oggi qui da me invece trovate Un piatto difficile! :-)
E' difficile seriamente non tanto nell'esecuzione ma nel reperimento dell'ingrediente principale: la bottarga di muggine. 
Bottarga cioè uova, muggine altrimenti detto cefalo, cioè pesce. 
Uova di pesce.
Io non mangio il ragù di carne perché mi fa effetto ma mi stacco la bottarga a morsi: chi mi ha visto farlo, non mi ha mai più invitato a cena.
La bottarga più "pregiata" è proprio quella di muggine, mentre quella di tonno è meno costosa. Il sapore è leggermente diverso: più delicato il primo, più deciso il secondo. 
Si vende in polvere o sottovuoto ed è prodotta in Sicilia (dove ho comprato la mia), in Sardegna e in Toscana.
La bottarga non va cotta e non deve subire grandi lavorazioni, proprio come il tartufo, va gustata grattugiata "a freddo", altrimenti si ha oltre al 60% di perdita di gusto e la perdita quasi totale delle proteine tanto decantate in queste uova.
Per chi non l'avesse mai assaggiata posso dire che è un po' come il tartufo, ovvero o la ami o la odi. 
Io amola.
Il sapore è forte, di pesce (giura?) con retrogusto amarognolo, dalla regia mi dicono "di mandorla".
A Trapani la preparano grattugiata mescolata con un po' d'acqua calda per creare una crema e condire gli spaghetti. 
Io oltre a mangiarla inzuppata nel caffè, ci faccio gli spaghetti nella maniera più semplice possibile.
Velocissima: lavatevi le mani che è pronto a tavola.

Per 4 persone

320 g spaghetti n.5 (come Chanel, uguale uguale)
1 spicchio d'aglio
olio 
sale
peperoncino
bottarga di muggine (o tonno)
prezzemolo

Staccate a morsi (anche con le mani va bene), la sacca che ricopre la bottarga e grattugiatela su un tagliere. Tagliare l'aglio a metà e strofinare la ciotola di servizio. Unire la bottarga. Cuocere la pasta, scolarla conservando un po' d'acqua di cottura (io non la scolo del tutto-del tutto). Versare gli spaghetti nella ciotola, mescolare bene in modo che la bottarga si amalgami. Unire il peperoncino. Servire con altra bottarga, (magari a fine lamelle, se avete la grattugia giusta) e una spolverata di prezzemolo.

Siete a corto di idee?



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martedì 14 gennaio 2014

Zuppa di legumi



Se scrivo che in dispensa avevo scatolette di legumi pronti invece di sacchetti di legumi secchi bio, mi sgridate?
Io cerco con tutta me stessa di utilizzare il confezionato meno possibile ma spesso corro, spesso sono di fretta: mi fanno comodo. E anche se ancora non sono arrivata alla pizza surgelata o alla carbonara in scatola è perché mi sostiene un po' di dignità. 
Ma pasta sfoglia, dado di brodo, pelati e cannellini, bhé...sì, spesso cedo al fascino dell'allumino.
E così, ho improvvisato una zuppa che doveva avere il mero scopo di consumare 3 scatolette di legumi e una di pelati. Non mi sono inventata nulla però quanto è buona la zuppa di fagioli!? Dopo averla assaggiata mi sono precipitata a segnare dosi e procedimento, allestire il set, fare le foto perché la bontà valeva un post sul blog. Semplice e banale, lo so, ma il mio blog è anche un diario dove annotare ricette e questa è da rifare sicuramente.
Se amate i legumi, fatela. 
Se non li amate...carbonara in scatola.

Circa 3/4 porzioni

250 g borlotti
250 g cannellini
250 g ceci
1 cipolla rossa
200 g pelati
1 sedano
1 carota
1 dado brodo vegetale
rosmarino
olio
pepe o peperoncino (facoltativo)



Tagliare a fette la cipolla e farla appassire per 10 minuti nell'olio, con 2 mestoli di acqua tiepida e mezzo dado. Aggiungere anche la carota e il sedano sminuzzati e far rosolare. Appena la cipolla si è sfaldata, aggiungere i pelati schiacciati con la forchetta. Cuocere per circa 5 minuti e unire i legumi. Continuare la cottura per altri 15 minuti a fuoco dolce, rimescolando. Aggiungere l'altra metà del dado, il rosmarino e il peperoncino se si desidera.. Frullare con il frullatore ad immersione e servire fumante, con una macinata di pepe e un bel filo di olio a crudo.








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lunedì 6 gennaio 2014

Zuppa di ceci e spezie


Non è che dopo il 1° Gennaio è finito il tempo della zuppe e dei camini accesi. Anzi qui in Svizzera il freddo deve ancora arrivare e i bei "comfort-food" invernali sono ancora molto apprezzati. Io mi son fatta questa zuppetta di ceci arricchendola con le mia amate spezie.



250 g ceci

1 cipolla

1 carota
1 limone
1 bouquet di erbe (prezzemolo, timo, maggiorana..)
1 bouquet di coriandolo
1 bouquet di menta
1 cucchiaino di peperoncino in polvere
1 cucchiaino di semi di cumino
1 cucchiaino di semi di sesamo
olio sale pepe

La sera prima mettere i ceci a bagno nell'acqua fredda.
Il giorno stesso, sgocciolateli e metteteli in una casseruola, ricoprire di acqua fredda. Aggiungere l'aglio, la buccia del limone grattugiata e il bouquet di erbe. Portate ad ebollizione, e cuocete 1 ora e mezza. Scolate, mettendo da parte 1 dl di acqua. Fate riscaldare l'olio in una casseruola, far rosolare la cipolla e versare la carota a pezzetti. Unire il cumino, sale pepe e peperoncino. Versare l'acqua di cottura, i ceci e lasciar cuocere ancora 20/25 minuti coperto a fuoco dolce. Passare tutto al frullatore ad immersione. Correggere di sale e servire calda con i semi di sesamo leggermente tostati senza grassi e la menta.

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martedì 19 novembre 2013

Riso venere con carote alla paprika


Quando scendo in Italia, da qualche anno attraverso la pianura padana e le risaie per fare incetta di riso: il Carnaroli, l'integrale e il Venere, i miei preferiti. Quando la prima volta, il produttore mi ha detto che il riso Venere lo facevano proprio loro sono rimasta interdetta. Per me, che l'avevo già assaggiato, colore sapore e profumo erano tipici del riso mediorientale: chicco allungato, aroma di pane appena sfornato, insomma la provenienza doveva essere estera e invece mi sbagliavo. Il riso Venere è un incrocio nato nel 1997 (recentissimo!), tra il riso nero cinese e quello padano.
Chi non l'avesse mai provato, lo consiglio vivamente, è bello, fa bene, è ricco di fibre e sali minerali ed è un prodotto italiano!



Per 4 persone
200 g riso venere

2 carote
sale
paprika dolce

Cuocere il riso seguendo i tempi di cottura della confezione. Nel frattempo tagliare una carota a piccoli pezzi e farla rosolare con un goccio d'olio in padella. Insaporire con un po' di paprika. Scolare il riso molto bene e passarlo sotto l'acqua per fargli perdere il nero. Unire le carote, far tostare il tutto il padella per qualche minuto e servire. 

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domenica 17 novembre 2013

Pappardelle con pesto di peperoni


 
Il peperone è proprio un bel tipo. Le sue varianti di colore, il rosso, il giallo e il verde messi insieme danno una bella vivacità al piatto, anche se si tratta di un'insalata. Da cotto, anche se è messo là tutto afflosciato e marinato nell'olio, emana un profumo intenso che ti riempie le narici. Ha un solo grande difetto: la digeribilità. Qualche modo per renderli digeribili c'è: comprarli maturi, togliere la buccia, i filamenti bianchi e i semi. 
Ho letto che una cuoca inglese ha scoperto che il taglio ha un ruolo decisivo nella digestione. 
In vari blog (l'uno che ha copiato dall'altro) c'è scritto che il peperone non va mai tagliato per verticale ma sempre in orizzontale. 
Sono l'unica che si fa domande sull'oggettività della frase. Cosa vuol dire "orizzontale"? Il peperone lo devo vedere in piedi o sdraiato? No, perché le cose cambiano decisamente.  
Ho sempre visto tagliare i peperoni nel senso della lunghezza (ovvero verticalmente se sta in piedi, orizzontalmente se sta sdraiato) ma in questo momento mi sento confusa. 
Dibattito aperto.
Nel frattempo vi propongo la vostra peperonata avanzata (sì lo so che non capita mai che avanzi, ma fate finta) unita in matrimonio con la ricotta:  possono far faville!
Mi raccomando: la ricotta tagliatela obliquamente.


Per 4 persone

250 g pappardelle
300 g  di peperoni in peperonata
250 g ricotta
1 mazzetto basilico
50 g pinoli tostati
olio sale
peperoncino (facoltativo)

Frullare i peperoni con la ricotta, il basilico e insaporire con un pizzico di sale. Tostare i pinoli in un padellino antiaderente senza condimento. Cuocere la pasta in acqua bollente salata, scolarla e condirla subito con il pesto di peperoni.Cospargere di pinoli e basilico.
La peperonata se è fatta sarebbe l'ideale ma in alternativa va bene anche la stessa quantità di peperoni in peperonata acquistati in barattolo.


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